Nel rione Le Grazie, una fontanella non è più solo un punto d’acqua, ma un luogo dove l’arte e la memoria si fondono. L’opera di Giuditta Messi, “Il gioco del PA’”, si inserisce nella recente ristrutturazione della fontanella dedicata a Fabio Mariani, presso la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Non è una semplice scultura ornamentale, ma un’opera che dialoga con la figura a cui rende omaggio: un uomo che ha fatto della fotografia, e della sua divulgazione, una vera missione. La presenza di questa scultura in un luogo di passaggio ricorda l’eredità artistica e umana di Mariani, ex Presidente del Circolo fotografico “Obiettivo per tutti” e Direttore del Dipartimento Mostre della FIAF.
Il gioco come omaggio alla memoria
Il titolo dell’opera rende omaggio a un gioco inventato dal gruppo di amici che durante la loro la loro infanzia usavano materiali semplici come sassi, figurine e un mattone, chiamato “PA’”, per trasformare un pomeriggio all’aperto in un momento di allegria e spensieratezza. Gli stessi amici oggi lo ricordano con affetto. Il “Gioco del PA’” è un passatempo che unisce abilità, strategia e fortuna, e si svolge in quattro fasi: lancio, puntata, accosto e bocciata, con l’obiettivo di far cadere il mattone e conquistare le figurine in palio.
Il valore del gioco nella contemporaneità
La scultura di Messi cattura lo spirito di quel gioco, evocando la spontaneità e l’ingegno dei giovani giocatori. L’opera invita a riscoprire la bellezza del gioco semplice e autentico. Nell’era digitale, dove i bambini sono spesso attratti da giochi tecnologici e da attività ricreative strutturate, la capacità di inventare e creare mondi immaginari attraverso il gioco resta un aspetto fondamentale dello sviluppo infantile, che può e deve essere incoraggiato.
Il gioco del PA’: la scultura
L’opera di Giuditta Messi è molto più di una scultura: è un’ode alla memoria, alla semplicità e alla creatività. La sua struttura a esagono richiama un obiettivo fotografico, simbolo di visione e passione per l’immagine. L’artista ha concepito l’opera come una “cella” capace di “sopportare” un alveare di creatività che racchiude elementi della quotidianità e del gioco: mazzi di figurine, mani che lanciano sassi, piedi con scarpe e ciabatte, l’album delle figurine. Al centro, un vuoto che invita a “guardare oltre”, a contemplare lo spazio circostante e a riflettere su un passato che apre a un futuro ancora da scrivere. Questo vuoto, come l’obiettivo di una macchina fotografica, illumina l’idea dell’artista e ne svela l’essenza. L’opera crea un dualismo affascinante tra il silenzio del vuoto centrale e il rumore del PA’, l’onomatopea che rievoca il colpo secco del mattone che cade. È un passaggio dall’immobilità al movimento, che invita lo spettatore a riflettere sul legame tra calma e caos, trasformazione e ciclicità.
Simboli e suggestioni
La scultura è ricca di dettagli che uniscono il gioco alla natura e alla spiritualità. Sui sassi sono impressi calchi suggestivi: una stella marina e la conchiglia del pellegrino, simbolo di attesa e di viaggio verso nuovi orizzonti, ma anche un richiamo alla Via Lauretana, l’antica via di pellegrinaggio mariano. Ci sono anche segni di fili d’erba, foglie e un tarassaco, che rimanda all’infanzia e alla spensieratezza dei desideri espressi mentre si soffiava sui suoi piumini. Questi elementi trasformano l’opera in un “obiettivo per tutti”, un invito a riscoprire la bellezza dei piccoli momenti, la memoria condivisa e la capacità di osservare il mondo con occhi e cuore aperti, proprio come faceva Fabio Mariani. L’opera diventa un punto di riferimento visivo e affettivo per tutta la comunità, che unisce in sé arte, ricordo e gioia.
Il progetto “la Memoria dell’Acqua”
La ristrutturazione della fontanelle segue il progetto “la Memoria dell’Acqua” proposto dal gruppo Aido Recanati e la sua presidente Piera Marconi con la realizzazione della ristrutturazione di sei fontanelle nel Rione Castelnuovo, impreziosite da elementi in ceramica e murales. Il progetto continuerà con la ristrutturazione di tutte le fontanelle disseminate in vari punti della città di Recanati.


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