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Scultura
IL GIOCO DEL PA’

di Giuditta Messi

Ho ascoltato con piacere il racconto che il gruppo di amici di Fabio mi hanno fatto, che era relativo ai giochi che svolgevano da bambini, poi ragazzi, con le regole da loro inventate. In particolar modo mi hanno descritto con entusiasmo il gioco che hanno denominato il gioco del Pa’, quello più articolato e con più varianti, che di volta in volta scaturivano, quando la prassi del gioco era ormai assodata e condivisa. Quello che notavo nell’ascoltare la descrizione era che gesticolavano molto: avevo davanti a me un racconto anche visivo che si stava svolgendo e ognuno aggiungeva una parte, ma ciascuno mimava con i gesti e con tutto il corpo per trasmettere la modalità del gioco. Il rimando che ho avuto delle varie fasi del gioco era quasi fotografico: dalla ricerca del sasso che ciascuno riteneva più giusto, delle mani che facevano dei movimenti precisi nel prendere la mira, nel tenere il sasso appena prima di lanciare. Mi ha colpito molto anche la descrizione delle gambe, con calzoni corti anche col freddo e spesso piedi scoperti. E’ questo ciò che ho voluto rappresentare prima nel disegno e poi nella scultura, per ricordare, quasi rimandare, una serie di foto delle mani e dei piedi e dei sassi, del racconto che mi è stato fatto, mettendo al centro una sorta di album che diventa quasi il libro, una biografia della comunità generata da questo gruppo di amici ancora da scrivere (era infatti questo l’obiettivo del gioco: guadagnare figurine per completare l’album) Il pensiero è poi tornato ancora alla fotografia. Questo gruppo di amici ha continuato a crescere insieme e, una volta arrivato padre Floriano dei passionisti, un parroco illuminato che aveva regalato loro scarponi da montagna e una macchina fotografica, ha beneficiato di nuovi strumenti e nuovi stimoli. Escursioni in montagna e fotografia sono state occasioni di crescita per questo gruppo di amici, fino a scaturire per alcuni, in sport estremi, per altri in una grande passione per la fotografia, che ha permesso di creare un concorso fotografico che ha fatto conoscere al territorio anche autori interazionali. Io all’epoca, ragazza attratta dal mondo dell’’arte, attendevo con piacere l’appuntamento di “Obiettivo per tutti”, così si chiamava il concorso, che aveva come simbolo proprio l’obiettivo della macchina fotografica all’interno di un occhio suddiviso in sei lamelle.

Il simbolo che viene usato in fotografia è spesso l’otturatore della macchina fotografica, che nel caso della FIAF, di cui Fabio ha fatto parte anche attivamente quale direttore dipartimento mostre, presenta 8 lamelle. Ho scelto di suddividere la scultura in 6 parti proprio a forma di lamelle, non a caso, oltre che per ricordare “Obiettivo per Tutti”, che spero un giorno si riesca a riproporre, anche per formare l’esagono che rimanda al modo dell’ape e alla loro operosità che è la stessa di questo gruppo di amici di cui fa parte Fabio ed anche Carlo, e del quartiere stesso, nato attorno al lavoro nelle fabbriche, che è lo stesso motivo che ha dato il tema al vicino murales. La rotazione tra l’esagono interno e quello esterno a cui ha dato origine la forma delle lamelle conferisce dinamicità anch’essa espressiva del gioco e dell’amicizia nel tempo che lega ancora Fabio agli amici ma anche alla comunità intera. La visione da varie distanze in lontananza tipiche del posizionamento della scultura all’esterno, mi ha suggerito un aumento delle grandezze della figurazione, anche allo scopo di incuriosire chi guarda. Per chi vorrà avvicinarsi, oltre a scoprire delle impronte sui sassi, che invitano ad una lettura più approfondita del lavoro, avrà la possibilità di entrare nel sito attraverso il QR CODE e avere molte altre informazioni sul gioco che è legato proprio a questo luogo.

GIUDITTA MESSI
Giuditta Messi è nata a Recanati nel 1974. Si diploma in arte dei Metalli all’Istituto d’Arte di Macerata. Si laurea in scultura all’accademia di Belle Arti nella stessa città, Consegue la specializzazione in Metalwork Design all’Istituto Europeo di Design di Milano, 1999 e nello stesso anno frequenta la coop Arco Arte di Carrara per approfondire la scultura di marmo; nel 2007 si specializza in didattica delle discipline plastiche presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata e nel 2018 nel sostegno didattico presso l’Università Carlo Bo di Urbino. Attualmente insegna Discipline Plastiche e Scultoree e Laboratorio della Figurazione Plastica al Liceo
Artistico Cantalamessa di Macerata. Si dedica all’arte in varie forme ma anche al design e alla calligrafia, è affascinata dal fare artigiano e cerca possibilità estetiche in vari elementi di scarto della vita casalinga quotidiana. Vive ed opera a Recanati www.giudittamessi.it

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